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D. 05/12/2003 n. 113

3.3. In sede di progetto definitivo dovranno essere eseguiti i necessari approfondimenti sulle possibili, interferenze tra le opere all'imbocco di Venaus del Tunnel di Base e la centrale elettrica in sotterraneo di Pont Ventouxc (opere di accesso ed adduzione comprese) e l'eventuale gestione di venute d'acqua importanti nella medesima zona.

3.4. In sede di progetto definitivo dovranno essere approfondite le verifiche idrauliche sulla portata di piena della Dora Riparia.

3.5. In sede di progetto definitivo dovranno essere ulteriormente approfondite le verifiche idrauliche delle zone esondabili in fascia C della Dora Riparia sia nella tratta all'aperto di Bruzolo sia a Susa relativamente all'area occupata dal Campo Base e da parte del Campo Industriale, con particolare riferimento alla realizzazione di un rilevato di circa 3 km che interseca una rilevante porzione dell'area di esondazione per eventi straordinari e alcuni corsi d'acqua minori in sinistra idrografica.

3.6. In sede di progetto definitivo, dovranno essere ulteriormente approfondite le verifiche idrauliche circa l'ubicazione dell'imbocco est del tunnel di Bussoleno sul conoide del Torrente Prebech, in funzione dell'attività torrentizia, oggetto di una prima analisi in sede di progetto preliminare.

3.7. In sede di progetto definitivo dovranno essere definiti gli interventi necessari al monitoraggio delle risorse idriche durante le fasi di esecuzione e di esercizio dell'opera.

3.8. In sede di progetto definitivo dovrà essere predisposto un piano dettagliato di approvvigionarnento idrico dei cantieri e dei campi base per i diversi usi e con riferimento alle fonti di approvvigionamento.

3.9. In sede di progetto definitivo dovrà essere predisposto un Piano alternativo di approvvigionamento idrico per tutto l'ambito del progetto.

3.10. In sede di progetto definitivo dovranno essere ulteriormente sviluppati gli interventi di mitigazione atti a regolare e gestire le venute d'acqua operando con il più ampio ricorso, in sede previsionale ed esecutiva, alle migliori tecnologie disponibili.

3.11. In sede di progetto definitivo dovranno essere ulteriormente approfondite le modalità di collettamento delle acque al fine di renderle eventualmente disponibili, qualora durante l'esecuzione degli scavi (gallerie, discenderie, pozzi di ventilazione, ecc.) si riscontrino venute d'acqua con portate significative. In presenza di flussi idrici di qualità potenzialmente conforme o ragi onevolmente riconducibile agli standard qualitativi delle risorse destinate al consumo umano (Decreto legislativo n. 31/2001 e s.m.i.), le opere di collettamento dovranno essere progettate ed eseguite tenendo in considerazione la salvaguardia qualitativa delle risorse (utilizzo di collettori atossici).

3.12. In sede di progetto definitivo dovranno essere ulteriormente sviluppati gli impianti di trattamento delle acque scaricate nel reticolo superficiale, derivanti dalle lavorazioni ed in generale dalle attività di cantiere, al fine di renderle conformi a quanto previsto dal suddetto disposto normativo. Il funzionamento di tali impianti dovrà essere garantito anche in caso di emergenza.

3.13. In sede di progetto definitivo dovranno essere ulteriormente verificati i volumi delle acque reflue che verranno convogliati nella rete di fossi e canali locali per evitare eventuali danni alla rete irrigua e, più in generale, diffusi allagamenti; inoltre in sede di progetto definitivo dovrà essere ulteriormente approfondito il dimensionamento degli eventuali attraversamenti dei canali, considerando non solo la funzione irrigua della rete dei canali, ma anche quella di smaltimento e di laminazione delle piene da parte della rete idrica naturale.

4. Cave, depositi e siti di riqualificazione.

4.1. In sede di progettazione definitiva, dovranno essere eseguite le necessarie indagini per quantificare il rischio di intercettazione di rocce amiantifere (Stima Impatti pag. 467) e dovrà essere fornito per tutti i materiali che devono essere trattati come rifiuti, sia per la loro stessa natura sia per effetto degli agenti inquinanti immessi a seguito delle lavorazioni, l'elenco delle discariche autorizzate a riceverli. In particolare per le rocce di scavo contenenti fibre di amianto indicare le modalità di trasporto e di conferimento.

4.2. In sede di progetto definitivo, dovranno essere eseguiti i necessari approfondimenti progettuali atti a verificare la stabilità dei versanti di cave sottoposti a riempimento e rinaturalizzazione e dovranno essere previsti i necessari consolidamenti ripariali su eventuali sponde torrentizie presenti.

4.3. In sede di progetto definitivo, ai fini del reperimento degli inerti, dovrà essere data priorità al recupero del marino in galleria e le ulteriori quantità necessarie dovranno essere reperite sul mercato locale senza apertura di cave.

4.4. In sede di progetto definitivo, dovrà essere predisposta una approfondita analisi comparata della produzione di marino, delle quantità realmente reimpiegate, delle quantità eventualmente immesse sul mercato (valutando l'impatto sul mercato e i tempi di smaltimento dei quantitativi disponibili con questa modalita), le opportunità di stoccaggio con riqualificazione di siti, anche secondari, e le opportunità di stoccaggio senza ricadute ambientali negative.

4.5. In sede di progetto definitivo, il riuso delle vecchie cave dovrà essere seguito dalla bonifica delle stesse con inerbimento e trattamento di restauro botanico.

4.6. In sede di progetto definitivo si dovranno prevedere, a seguito dei considerevoli movimenti di terra, anche la bonifica delle discariche provvisorie attraverso inerbimenti e piantumazioni.

4.7. In sede di progetto definitivo dovrà essere predisposto il progetto dettagliato, nella sua globalità, corredato dallo studio degli impatti relativi alla realizzazione di tutta la logistica del marino, del sistema nastri trasportatori - cantiere di valorizzazione teleferica (e delle opere connesse, imbocchi, opere di protezione nei punti di interferenza), necessaria all'espletamento degli iter autorizzativi, corredandolo con le autorizzazioni delle autorità francesi.

5. Interventi di mitigazione ambientale.

5.1. In sede di progetto definitivo si dovrà, per il migliore inserimento paesaggistico delle opere d'arte (piana di Bruzolo). realizzare una progettazione definitiva integrata paesaggisticoarchitettonica delle infrastrutture di progetto (sia rilevati che viadotti) tale da poter permettere la valutazione dell'inserimento dell'opera nel paesaggio e mitigarne di conseguenza l'effetto di cesura territoriale; si deve inoltre riesaminare e giustificare l'unicità delle strutture previste per l'interconnessione a salto di montone.

5.2. In sede di progetto definitivo si dovrà privilegiare, per le opere d'arte principali privilegiare l'utilizzo di strutture continue, a sezione variabile e con forme arrotondate, con schemi strutturali simili a quelli tradizionali locali, raccomandando di: studiare, qualora siano previste opere di protezione dal rumore, la possibilità di inserirle nella struttura portante adottando impalcati a via inferiore e comunque cercando di evitare il ricorso a strutture standardizzate che con la loro opacità appesantiscano inutilmente la struttura; prestare particolare cura alle forme ed alle superfici di pile e spalle ed alla loro naturalizzazione (piantumazioni, mascheramenti); verificare ed omogeneizzare le luci dei viadotti e le sezioni delle pile al fine di minimizzare le alterazioni dinamiche, di rotta o di piena fluviale e di favorire l'inserimento paesaggistico di tutti i viadotti; prevedere che le opere di sostegno siano a finitura simili a quelle tradizionali e rivestite con pietra locale tagliata a mano; prevedere che gli imbocchi delle gallerie siano tagliati secondo le pendenze del terreno attraversato e raccordati con, continuità alle opere di sostegno all'aperto.

5.3. In sede di progetto definitivo, al fine di garantire un adeguato inserimento paesaggistico dell'opera di attraversamento della Val Cenischia, si dovrà realizzare una progettazione integrata paesaggisticoarchitettonica dell'infrastruttura di progetto (rilevato e viadotto) con l'obiettivo di: alLeggerire l'effetto barriera con un'opera che realizzi un inserimento visivo armonizzato o volutamente caratterizzante il paesaggio (per esempio: minimizzando lo spessore totale degli impalcati mediante opportune scelte delle opere di mitigazione del rumore o con l'inserimento, ai piedi del manufatto ed in maniera non continua, di piante di alto fusto ed a rapido accrescimento per interrompere l'impressione visiva di frattura paesistica; utilizzare impostazioni formali e strutturali adeguate, con analisi delle possibilità di inserire delle volute interruzioni della continuità strutturale alla ricerca dei migliori rapporti forma/funzione (zone in rilevato, zone in viadotto, scavalcamento idraulico), valutando anche la possibilità di una progettazione più ancorata a modelli tipici dell'ingegneria ferroviari tradizionale (ponti ad arco, ponti a vie inferiori); omogeneizzare le luci delle zone in viadotto e le sezioni delle pile non solo con il fine di mitigare le alterazioni dinamiche, di rotta o di piena fluviale, ma di diminuire significativamente il numero degli appoggi sia in senso longitudinale che trasversale, evitando l'effetto pettine dovuto alle stesse; 5.4. in sede di progetto definitivo, per le attività e gli interventi previsti in zone di pregio paesaggistico e interferenti con aree sottoposte a vincolo dovranno essere adottate tutte le misure necessarie al fine di consentire un appropriato recupero ambientale dei siti al termine dei lavori e l'esecuzione in corso d'opera degli interventi di mitigazione, prevedendo che tali opere siano modulate in funzione delle percezioni visuali dei siti dai punti di vista di maggiore frequenza e visibilità, adottando in fase di realizzazione modalità esecutive tali da favorire una rapida schermatura dei siti interessati.

6. Monitoraggio ambientale.

6.1. In sede di progetto definitivo, si dovrà allegare il Piano di monitoraggio ambientale, predisposto secondo le Linee Guida redatte dalla Commissione speciale VIA, a partire dalle informazioni riportate nello Studio di impatto ambientale, con particolare attenzione alla gestione dei materiali tossici e nocivi, quali amianto e/o materiale radioattivo, provvedendosi, altresì, a concordare parametri da rilevare, modalità e tempistiche di rilevamento e trasmissione dati con i competenti settori regionali e provinciali, nonchè con l'A.R.P.A.

6.2. Uno specifico capitolo del Piano di monitoraggio ambientale, dovrà essere relativo a uranio, radon, e amianto.

7. Beni archeologici e architettonici.

7.1. In sede di progetto definitivo, dovrà essere elaborato, insieme alla Soprintendenza archeologica, un programma di indagini ed accertamenti archeologici peraltro già tratteggiati nello studio archeologico compreso nella progettazione.

7.2. In sede di progetto definitivo, si dovrà assicurare una costante assistenza da parte di personale specializzato, per tutte le fasi di scavo e scarico, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza. con oneri a carico del proponente dell'opera.

7.3. In sede di progetto definitivo, i siti archeologici individuati ed interessati dalle opere dovranno essere indagati in estensione con metodologia archeologica.

7.4. In sede di progetto definitivo, dovrà essere eseguito un censimento fotografico delle preesistenze accertabili.

7.5. In sede di progetto definitivo, la realizzazione delle sottostazioni elettriche dovrà avvenire mediante allargamento di edifici ENEL o nuove costruzioni e queste ultime dovranno essere sottoposte all'autorizzazione della Soprintendenza per i beni architettonici ed il paesaggio.

7.6. Per la Valle della Cenischia, qualora non possa essere previsto un attraversamento completamente in galleria, in sede di progetto definitivo, dovrà essere abbassato il piano del ferro e dì conseguenza l'altezza dei viadotti, per i quali si richiede uno studio dettagliato delle opere di rivestimento da sottoporre a verifica ed approvazione della Soprintendenza; tale studio dovrà ricomprendere elaborazioni fotografiche e rendering.

 

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